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Un opuscolo con Canva

Essere a cavallo sarà il vostro cavallo di battaglia

Ma…quante espressioni e modi di dire contengono la parola CAVALLO? Tantissime, consultate un dizionario online e controllate voi stessi.

Testa Di Cavallo, Animale, Ritratto, Campagna, Testa

Il Popplet di Alexandra mi permette di approfondire l’argomento.

Parliamo di sport, di equitazione, di lavoro e di molto altro ancora.

Prima della lezione consiglio ai miei studenti di andare alla ricerca di informazioni relative a questo argomento. Informo anche gli studenti dei nostri obiettivi e dei nostri traguardi.

La mappa è utile per conversare. Per chiedere informazioni e fornire risposte. Per usare nuove espressioni e modi di dire. Per scrivere e formulare domande.

Come memorizzare i vocaboli appresi? Usandoli.

Fate scrivere un articolo di giornale o fate realizzare un opuscolo dal titolo “Animali domestici in casa si o no?”.

L’idea dell’opuscolo è molto stimolante e soprattutto può permettere di sfruttare le abilità informatiche, la creatività, la progettazione dei nostri studenti.

Per la realizzazione dell’opuscolo ho consigliato di usare un programma che si chiama Canva, un software gratis che si può utilizzare online. E’ semplice, presenta già dei modelli di svariate misure e layout. Tutti i documenti si possono personalizzare.

L’uso dell’opuscolo permette di adoperare molti vocaboli appresi sugli animali e riutilizzarli in un contesto diverso, utilizzando anche uno stile linguistico diverso.

I lettori? Bambini italiani.

Ecco che la lingua si deve adeguare all’uso.

Per chi fosse interessato ci sono anche le seguenti applicazioni gratuite per la realizzazione dei volantini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
google-site-verification: google373407ca15eb76f7.html

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Parole fra le nuvole

Via libera alla fantasia!!!

L’uso dei Word Cloud (Parole fra le nubi) è uno strumento utile per pensare in modo creativo e per aiutare i nostri studenti a focalizzare l’attenzione su un determinato argomento.

Di solito utilizzo questa applicazione durante una lezione di conversazione.

wordcloud

Come?

Se voglio lavorare con delle parole chiave, procedo così

  1. Inserisco  delle parole nel mio generatore di Word Cloud
  2. Le parole devono essere parole chiave, collegate fra di loro, che possono aiutare l’allievo a pensare e a riflettere su un determinato argomento e devono essere attinenti con l’argomento trattato
  3. Poi, via libera alla fantasia!!!
  4. L’insegnante può fare molte domande allo studente partendo da questo generatore di idee (Qual’è il tema della conversazione? Ci sono parole che non conosci? Come potrebbero essere collegate queste parole fra di loro? Prova a formulare delle frasi, Usa i verbi e trasformali al tempo passato, Quali aggettivi incontri? Come potresti utilizzarli? etc)
  5. L’insegnante deve essere molto abile a guidare lo studente verso il tema da affrontare

Se invece desidero lavorare sulle parole chiave (parole più frequenti) di un articolo di giornale, allora posso inserire l’URL del mio articolo e il programma rileverà in automatico tutte le parole chiave. Proponendo poi un riquadro con tante parole colorate.

Solitamente tutti i programmi permettono la formattazione del testo: modificare i colore del carattere, l’orientamento, la grandezza, la ripetizione delle parole etc.

Ho selezionato per voi alcuni Word Cloud Generator. Per la realizzazione della Nuvola di Parole di questa pagina, ho usato Wordcloud per Drive.

Wordcloud per Drive permette di creare la nuvola di parola partendo da un sito o da un testo. Per accedere non è necessario iscriversi. E’ in lingua inglese, ma l’interfaccia è  pulita ed intuiva. Una volta inserito il testo, si ha la possibilità di formattare le parole della WordCloud. Infine, è possibile stampare in diversi formati e salvare direttamente sul nostro PC.

Ci sono anche:

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Un Popplet per conversare

E’ tempo di vacanze e  dopo tanto studiare è giunto il momento di mettersi in viaggio e finalmente usare l’italiano per parlare e conversare. Ma, prima della partenza, perché non fare una bella lezione sul VIAGGIO?

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Nascono tante, anzi tantissime idee legate a questo argomento.  E’ difficile raccoglierle in un unico foglio e affrontarle in un unica lezione. Decido, così di creare una mappa concettuale.

Popplet è la risposta giusta per riordinare le idee e per permettere agli studenti di italiano L2 di utilizzare la lingua in modo creativo.

 

Il mio Popplet raccoglie verbi, parole del viaggio, itinerari, agenzie di viaggio, video. Ogni riquadro permette di sviluppare e approfondire un nuovo argomento. Sarà lo studente a decidere da quale punto partire per sviluppare il proprio argomento.

Come usare una mappa concettuale durante una lezione online? Semplice

  1. Crea la mappa con Popplet
  2. Prima della lezione invia la mappa al tuo studente o in formato PDF o condividila direttamente online (E’ importante inviarla prima della lezione, così lo studente avrà il tempo per organizzare le sue idee e pensare alla conversazione da affrontare).
  3. Conversa sul VIAGGIO. Racconta un tuo viaggio e usa le parole del Popplet per formulare domande. Vedrai lo studente cercherà di risponderti utilizzando le parole chiave presenti nella mappa.
  4. Parlate, conversate e confrontatevi. Ricordate, la conversazione deve essere autentica!

Ecco un modo interessante per utilizzare la lingua! Ma, ancora più interessante è il lavoro che è stato fatto dai miei studenti una volta terminata la lezione.

Alcuni di loro hanno deciso di utilizzare il Popplet per creare la propria mappa concettuale e di raccontarla nella lezione successiva. Ecco alcuni lavori di  Lindsay, Richard, Ana

 

 

 

 

 

 

 

 

Digressione
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Questa è la storia per te, che da poco vivi in Italia, per te che sai tutto del Carnevale di Viareggio e di Venezia. Per te che vuoi scoprire come si vive il carnevale fra i banchi di scuola. E’ una storia semplice, banale, ma è una storia tutta italiana.

 

Dalla finestra si intravedeva l’orologio del campanile: segnava le nove e questo significava che il maestro di matematica sarebbe stato in classe ancora un’oraAula, Skansen, Stoccolma, Svezia, Indoor, Scandinavia. Susanna tese l’orecchio, da fuori si sentiva l’abbaiare di un cane. Non avrebbe dovuto interessarle quel rumore, ma ogni motivo era valido per estraniarsi da quella noiosissima lezione. Non amava la scuola e non amava la matematica.
Alla lavagna, Simone risolveva una moltiplicazione in colon
na. Il maestro seguiva attentamente ogni movimento della mano di quel bravo alunno: ogni numero scritto, ogni passaggio e intanto parlava di fattori, di prodotti, di proprietà commutativa e di prove del nove. Susanna, mordicchiando il tappo della penna a sfera, si concentrò sull’esercizio e sulle parole del suo insegnante, ma ancora una volta venne distratta dalla bianca polvere di gesso che volava nell’aria e che disegnava puntini vibranti, simili a coriandoli colorati.

Streamer, Colorato, Carnevale, Decorazione, ColoreUn raggio di sole illuminò il pulviscolo cadente e Susanna pensò al sabato che sarebbe dovuto arrivare, al ballo in maschera, ai cinque giorni di vacanza, al Carnevale. Pensava al sacchetto di coriandoli e stelle filanti che avrebbe custodito nella borsetta di seta cucita dalla mamma. Pensava all’abito da principessa che avrebbe indossato con grazia ed eleganza. Pensava alle danze sfrenate con le amiche del cuore. Ai coriandoli lanciati in aria con vigore. Alla domenica che avrebbe trascorso a casa della zia a cucinare bugie di Carnevale per tutti: bugie vuote, bugie ripiene di cioccolato e di marmellata di albicocche. Già sentiva l’odore dell’olio fritto sui vestiti e fra i capelli, il gusto friabile della pastella sotto i denti e lo zucchero a velo sulle mani. Era un momento magico per la zia e Susanna. Ogni anno la zia Caterina, versando le strisce annodate di sfoglia nell’olio caldo ripeteva: << Cara Susanna, la verità è come l’olio: viene sempre a galla. Se versi dell’olio in un bicchiere d’acqua vedrai che verrà sempre a galla. Sai dipende dal suo peso specifico >>. La zia iniziava sempre così e poi proseguiva raccontando la storia di quel fidanzato bugiardo, che nel sentire pronunciare queste parole rimase a bocca aperta e divenne rosso per la vergogna, perché tutti lo sanno che le bugie hanno le gambe corte e…il naso lungo.

 

Lettera, Grafia, Lettere Familiari, Scritti, PennaTutta la classe incominciò a farsi irrequieta. Alcuni compagni riordinavano il banco, altri infilavano le penne nel proprio astuccio, altri ancora cercavano un libro perso nello zaino. Poi, il maestro chiamò alla lavagna Francesca. La classe tornò a respirare. Intanto, la bambina, con il quaderno dei compiti fra le mani e l’aria leggermente preoccupata, si dirigeva alla vecchia lavagna di ardesia nera. Susanna rivolse lo sguardo verso il campanile che segnava le nove e venti. Lasciò sfuggire un rumoroso sbadiglio, che per qualche secondo la fece rimanere con la bocca spalancata. Immediatamente, sentì lo sguardo del maestro posarsi su di sé con rimprovero e in ritardo si coprì la bocca. Poi, abbassò gli occhi e vide scivolare accanto alla sua sedia una pallina di carta accartocciata. Quello era un messaggio in codice per lei. Il mittente: la sua amica Nicoletta.
Era da settimane che progettavano uno scherzo e visto che stava arrivando il Carnevale era il momento giusto per agire, perché tutti lo sanno: “A Carnevale ogni scherzo vale”. Susanna diede una rapida occhiata intorno a sé, incrociò gli occhi ridenti di Nicoletta e insieme adagiarono i loro sguardi colmi di rabbia sulle spalle di Gabriele, che era seduto in un banco nella fila dinanzi a loro. Erano determinate, perché “Chi la fa l’aspetti”. Il loro compagno prepotente stava per ricevere una lezione esemplare. Sul foglietto di carta, che Susanna aveva letto, stava scritto: << Dieci minuti prima della fine della lezione di matematica. Sei pronta?>>.
Ancora una volta Susanna guardò il campanile e finalmente segnava l’ora stabilita. Lentamente infilò la mano nella tasca destra del grembiule bianco. Dapprima le dita toccarono il fazzoletto di stoffa, poi sfiorarono il foglietto di carta con su scritto il messaggio segreto e infine scovarono una caramella. Con garbo, Susanna tirò fuori dalla tCandy, Dolci, Zucchero, Colorato, Spuntinoasca la caramella. Era avvolta in una carta colorata, con sfumature blu e azzurre. Era invitante. Sicuramente, Gabriele l’avrebbe accettata visto che era un bambino molto goloso e che da settimane rubava le loro merendine. Susanna allungò la gamba e toccò con il piede la sedia del compagno seduto di fronte a lei. Due tocchi forti e decisi. Gabriele infastidito si voltò e Susanna con gentilezza gli mostrò il palmo della mano con sopra adagiata l’invitante dolcetto. Il bambino strappò con prepotenza la caramella, scartò la pasticca, spalancò la bocca e iniziò a farla ruotare prima sul palato e dopo sulla lingua. Poi, la morsicò e improvvisamente divampò un gusto piccante, forte, intenso, disgustoso. Era aglio. Portò le mani alle labbra, il viso si fece paonazzo e le orecchie bollenti. Iniziò a dimenarsi sulla sedia. Una voce urlante nella testa gridava: <<Si sono vendicate! Si sono vendicate!>>. Poi, si voltò verso Susanna e lei le passò un biglietto. Gabriele aprì con rabbia la carta stropicciata e sopra a caratteri cubitali spiccavano una dietro l’altra lettere maiuscole, taglienti, ma con un solo reale significato: <<A Carnevale ogni scherzo vale>>. Gabriele si mise in tasca il biglietto, poi alzò la mano e chiese al maestro di uscire. Un ultimo sguardo alle compagne e poi di corsa in bagno a bere un fresco bicchiere d’acqua.

Erano le dieci: il campanile suonò, il maestro raccolse i libri dalla cattedra, scrisse alla lavagna il compito ed uscì dalla classe. In un baleno l’aula fu invasa dal chiacchierio allegro dei bambini. Tutti parlottavano e spettegolavano. Susanna era diventata un’eroina. Lo scherzo della caramella all’aglio era sulla bocca di tutti.
Questa è la ricetta del Carnevale. Chiacchiere nel caffè o bugie per colazione. Maschere da indossare, balli sfrenati, coriandoli e stelle filanti da lanciare. Non ci sono scherzi che non si possono accettare, perché a Carnevale ogni scherzo vale. Un consiglio: pondera i tuoi scherzi perché: Chi la fa l’aspetti!.

Elisa Perotti

Galleria
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Impara l’arte e…

Learn Italian

ASCOLTA LE PAROLE DI UNA NONNA, ACCOMPAGNA UN PADRE CHE PORTA IL FIGLIO “A BOTTEGA”, RIFLETTI SULLE SAGGE PAROLE DI LEONARDO DA VINCI, CONOSCI UN ANTICO MESTIERE. ADESSO CHE HAI IMPARATO L’ARTE NON METTERLA DA PART,E MA REALIZZA UNA CALDA SCIARPA INVERNALE.

Un gomitolo di lana, un uncinetto e un cappellino realizzato a mano. In questa fredda giornata invernale, seduta sulla cassapanca di legno, tasto la morbidezza del tessuto, osservo la trama del lavoro e sento il profumo della cucina di mia nonna. Quel profumo tipico delle cucine italiane che sanno di piatti della domenica e di dolci preparati con amore. Che nostalgia!. Mia nonna cuciva e intanto ripeteva “Impara l’arte e mettila da parte”. Osserva, imita ed impara un mestiere lento, antico, fatto di precisione e di concentrazione. Non preoccuparti quando e come potrai usarlo. Imparalo e vedrai che prima o poi tornerà utile.
“Impara l’arte e mettila da…

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Troppa carne al fuoco si brucia

Learn Italian

Perché hai messo troppa carne al fuoco? Adesso ti senti stanco e stressato.

Sei appena entrato in casa e già il telefono squilla. Apri la posta elettronica e trovi cinquanta messaggi di lavoro. Cammini per strada e un paio di persone ti fermano: vogliono un appuntamento per parlarti di quel certo problema. Vai al ristorante con tua moglie e incontri l’avvocato Rossi che ti illustra il caso di un cliente che non vuole pagare la parcella.
Alla sera, non riesci ad addormentarti, pensi e ripensi a tutti gli appuntamenti della settimana. Hai promesso a tuo figlio Marco di portarlo a vedere la partita del Milan allo stadio. Luca deve iniziare la scuola e vorresti accompagnarlo il primo giorno.

Poi, c’è tua madre, che telefona tre volte al giorno perché vuole parlarti dei suoi finti problemi di salute. E per finire, giovedì sera c’è anche il tuo anniversario di matrimonio: vuoi…

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Dai una mano ed aiuta

Il mio viaggio in Italia prosegue1. Questa mattina mi sono svegliato nella bellissima città di Torino: voglio andare a visitare il museo egizio.

Sto aspettando2 il tram. Accanto a me c’è una signora anziana: con la mano destra3 tiene una pesante borsa della spesa4 e con la mano sinistra5 un bastone di legno.

Michelangelo, Astratto, Ragazzo, Bambino, Adulto

Finalmente il tram arriva, le porte si aprono davanti a noi. La signora mi guarda, poi mi porge6 la borsa della spesa e mi dice: <<Scusi, mi può dare una mano?>>. Non capisco una mano? Perchè vuole la mia mano? Forse vuole leggerla7? Forse le piacciono le mie mani. Visto che è anziana decido di accontentarla. Con un italiano stentato8 le chiedo se vuole la mano destra o la sinistra. La signora scocciata mi risponde: <<Sei solo un gran maleducato>> Eppure a me sembrava d’essere stato gentile! Solo adesso, dopo aver parlato con il mio amico Andrea, capisco la terribile figuraccia9.  Dare una mano vuol dire aiutare qualcuno.

  1. Prosegue: to continue
  2. Sto aspettando: to await
  3. Destra: right
  4. borsa della spesa: shopping bag
  5. sinistra: left
  6. porge: to hand out
  7. leggerla: to decipher
  8. stentato: hard – earned
  9. figuraccia: bad impression