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Un cavallo a Mosca

Alcune buone ragioni per non tenere un cavallo a Mosca

 Dalla lezione sul Cavallo

Livello B2

MOSCA. Come vorrei avere un cavallo! Ma non un cavallo finto, d’acciaio; un cavallo vivo, a quattro zampe naturalmente! Un cavallo in carne ed ossa. Ma temo che non ce la farò mai. Prima di tutto dovrei guadagnare molti soldi, quattro volte in più di quanto guadagno adesso. Così la mia vita si trasformerebbe in un incubo. Dovrei lavorare tutto il giorno.

Tanti anni fa volevo a tutti i costi un cavallo, ma ora credo che sia sbagliato. Nonostante che in Russia sia molto facile procurarsi un cavallo, non ho il coraggio di tenerlo.

Se compri un animale ne devi  avere cura e un animale cosi richiede spese continue.

Poi, dovrei tenerlo in una scuderia. Quanto dovrebbe essere lontana da casa questa scuderia? Sarebbe impossibile tenerlo nel mio giardino, in centro a Mosca! E quanti soldi dovrei pagare? Ho paura che non sia un prezzo simbolico.

Forse potrei  costruire una piccola scuderia. Ma anche in questo caso ci sarebbero degli ostacoli. Un cavallo è un animale sociale. Quindi, deve vivere in branco, o con un altro erbivoro. Inoltre è probabile che un cavallo assuma dei vizi. Nel mio paese con le estati corte e con gli inverni lunghissimi  non è facile mantenere  due o tre erbivori sotto lo stesso tetto. E’ molto costoso.

Infine, il cavallo è un animale vivace, atletico. Deve fare attività tutti i giorni. Anche quando ti senti stanca o non stai bene devi uscire a lavorare per il cavallo almeno due ore al giorno.

Tenere un cavallo è una grande responsabilità. Devi valutare tutto prima di comprarlo.

(Alexandra Varaksina)

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Una lettera con una grande idea

Dalla Lezione “Passerella, passare, Passo”

Livello B2

Audio della lettera

Esercizi di comprensione

Milano 30 giugno 1495

 Sua Altezza, l’Illustrissimo Duca di Milano, Ludovic Marie Sforza,

Il vostro umile servitore vi scrive per parlarLe di una nuova idea, che potrebbe essere utile nelle campagne militari.

Sono a Firenze, dove sto dipingendo « L’Ultima Cena ».

Ieri, dopo una lunga e faticosa giornata dedicata alla pittura, ho sentito la necessità di fare una passeggiata. Ho camminato per le strade di Firenze, ho valicato l’Arno e proprio quando ero sul ponte… questa nuova idea mi ha attraversato la mente: un ponte autoportante !

Avevo nella mia testa l’immagine chiara della struttura ed allora fu facile fare il disegno:

Eccolo qui sotto:

Ponte Autoportante, tratto da eventiamilano.it

 

Sua Altezza sa che non sono un principiante. Questa volta penso proprio che il mio ponte autoportante possa avere un uso militare. Sarebbe possibile non solo da realizzare velocemente, ma anche facile da distruggere in caso di nemici.

Posso immaginare anche degli usi civili, per esempio durante il periodo dello straripamento dei corsi d’acqua e delle inondazioni.

Ma la cosa più importante è che io, Leonardo, vostro   umile e devoto servitore, sono a disposizione dei vostri ingegneri militari per spiegar loro gli aspetti tecnici della realizzazione del mio ponte autoportante.

Per realizzare questo ponte non avremmo bisogno di chiodi o di colla ma sarebbe utile della corda. Quando Sua Altezza guarderà il disegno, noterà che il ponte è una ripetizione di bastoni abilmente intrecciati fra di loro. Ho già realizzato uno schema intelligente di montaggio per evitare il crollo del ponte durante la costruzione.

Tuttavia il principale ostacolo sarà quello di superare il vecchio modo di pensare. Solo così si potrà essere al passo con i tempi moderni e sfilare sulla passerella della creatività.

Prima di concludere vorrei aggiungere che sto anche lavorando ad un nuovo modello di catapulta. Sarò di ritorno a Milano il mese prossimo e lo presenterò alla Sua Altezza.

Il vostro umile e devoto servitore,

Leonardo da Vinci

Testo di Richard Verreault, 2016

 

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La partenza

Testo tratto dalla lezione sul Viaggio

Livello: B2

Esercizi di Comprensione

LA RISPOSTA DI VINCENTE RUIZ A CRISTOFORO COLOMBO

Sailor, Uomo, Barca, Sorridente, Cadet, AnchorMi chiamo Vincente Ruiz, sono un marinaio,  ho 18 anni e mi dirigo verso il porto di Palos de la Frontera. Ho fretta poiché ho un importante appuntamento con l’Ammiraglio Cristoforo Colombo. Niente di meno che Cristoforo Colombo! L’Ammiraglio ha perso un membro del suo equipaggio e Rafael Sarmiento, un amico di mio padre ed anche  il pilota della Pinta (una delle tre caravelle della spedizione di Colombo),  ha segnalato il mio nome a Colombo dicendo che ero un bravo e  valoroso marinaio.

Mio padre conosce i miei sogni d’avventura, allora mi ha dato la sua benedizione e mi ha detto: “Penso che la spedizione di Colombo sia una grande spedizione. Vincente, carissimo figlio, sei un giovane di belle speranze, dovresti seguire la strada dei tuoi sogni.”

Principessa, Regina, Corona, Vestito, Ragazza, Bello

Mentre io, Vincente, ottenevo il consenso di mio padre, Colombo  otteneva l’approvazione formale dei regnanti di Spagna: Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona. Si racconta che non era il Re Ferdinando, ma la Regina Isabella la Cattolica  che si occupava degli affari riguardanti l’oceano. Allora si dice che  durante l’incontro con La Regina, Colombo abbia esposto  il suo progetto di raggiungere per mare il Catai ed il Cipango (Cina e Giappone attuale). Colombo aveva parlato delle sue fantasie alla regina seducendola con le storie di Marco Polo e delle terre lontane. E’ così che la convinse. .

Ora, sono arrivato. Vedo ed ammiro le tre caravelle cioè la Niña, la Pinta e la Santa Maria ormeggiate al molo. Sul ponte della Santa Maria scorgo l’Ammiraglio, il mio cuore comincia a galoppare, mi avvicino…

<<Buongiorno marinaio! Ti aspettavo, no c’è tempo da perdere, salperemo domani all’alba, allora, salirai ? Sì o no ?>> disse l’Ammiraglio. Il ragazzo un po’ intimidito rispose:<<Buongiorno Ammiraglio ! Mi scusi, ma prima ho alcune domande>>. L’ammiraglio si grattò il capo poi gli fece cenno di procedere.

Sailor, Cappello, Cappuccio, Barba, Lego, AscoltaVincente prese coraggio e disse: <<Ammiraglio, sarò onesto: ho paura dell’ignoto, le persone dicono un sacco di cose a proposito della navigazione al di là delle isole Canarie. Quindi  ho delle preoccupazioni: è giusto che l’Oceano, oltre a un certo punto, a noi sconosciuto, va a gettarsi in un abisso senza fondo ? Alcuni parlano anche di mostri marini che potrebbero inghiottire tutta una  flotta. E…>>. L’ammiraglio, posò una mano sulla spalla del ragazzo. Improvvisamente la sua voce divenne più soave, il suo tono più cordiale: <<Credimi, sono delle stupidaggini e  delle frottole !…Non è la prima volta e neppure l’ultima che ho sentito questi timori, sono illogici, irrazionali e basati sull’ignoranza… La terra è rotonda e non esistono i mostri marini ma esistono le balene e non sono terrificanti o pericolose, sono bellissime !>>.

Vincente lo sentiva, ma non lo ascoltava. Era affascinato dalla  sua personalità, dalla sua forza di persuasione. Il suo entusiasmo era addirittura contagioso. Poi dichiarò: <<Ammiraglio, sono convito , accetto la sua offerta, è davvero un onore per me.>>.L’ammiraglio rispose: <<Ragazzo! Credimi , non te ne pentirai ! Sarai stupito della ricchezza del Cipango e del Catai ! Allora, salperemo domani all’alba ma prima ci sarà la messa e dovrai esserci senza dubbio! A domani e che Dio ci aiuti!>>.

(Richard Verreault, 2016)