Digressione
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Questa è la storia per te, che da poco vivi in Italia, per te che sai tutto del Carnevale di Viareggio e di Venezia. Per te che vuoi scoprire come si vive il carnevale fra i banchi di scuola. E’ una storia semplice, banale, ma è una storia tutta italiana.

 

Dalla finestra si intravedeva l’orologio del campanile: segnava le nove e questo significava che il maestro di matematica sarebbe stato in classe ancora un’oraAula, Skansen, Stoccolma, Svezia, Indoor, Scandinavia. Susanna tese l’orecchio, da fuori si sentiva l’abbaiare di un cane. Non avrebbe dovuto interessarle quel rumore, ma ogni motivo era valido per estraniarsi da quella noiosissima lezione. Non amava la scuola e non amava la matematica.
Alla lavagna, Simone risolveva una moltiplicazione in colon
na. Il maestro seguiva attentamente ogni movimento della mano di quel bravo alunno: ogni numero scritto, ogni passaggio e intanto parlava di fattori, di prodotti, di proprietà commutativa e di prove del nove. Susanna, mordicchiando il tappo della penna a sfera, si concentrò sull’esercizio e sulle parole del suo insegnante, ma ancora una volta venne distratta dalla bianca polvere di gesso che volava nell’aria e che disegnava puntini vibranti, simili a coriandoli colorati.

Streamer, Colorato, Carnevale, Decorazione, ColoreUn raggio di sole illuminò il pulviscolo cadente e Susanna pensò al sabato che sarebbe dovuto arrivare, al ballo in maschera, ai cinque giorni di vacanza, al Carnevale. Pensava al sacchetto di coriandoli e stelle filanti che avrebbe custodito nella borsetta di seta cucita dalla mamma. Pensava all’abito da principessa che avrebbe indossato con grazia ed eleganza. Pensava alle danze sfrenate con le amiche del cuore. Ai coriandoli lanciati in aria con vigore. Alla domenica che avrebbe trascorso a casa della zia a cucinare bugie di Carnevale per tutti: bugie vuote, bugie ripiene di cioccolato e di marmellata di albicocche. Già sentiva l’odore dell’olio fritto sui vestiti e fra i capelli, il gusto friabile della pastella sotto i denti e lo zucchero a velo sulle mani. Era un momento magico per la zia e Susanna. Ogni anno la zia Caterina, versando le strisce annodate di sfoglia nell’olio caldo ripeteva: << Cara Susanna, la verità è come l’olio: viene sempre a galla. Se versi dell’olio in un bicchiere d’acqua vedrai che verrà sempre a galla. Sai dipende dal suo peso specifico >>. La zia iniziava sempre così e poi proseguiva raccontando la storia di quel fidanzato bugiardo, che nel sentire pronunciare queste parole rimase a bocca aperta e divenne rosso per la vergogna, perché tutti lo sanno che le bugie hanno le gambe corte e…il naso lungo.

 

Lettera, Grafia, Lettere Familiari, Scritti, PennaTutta la classe incominciò a farsi irrequieta. Alcuni compagni riordinavano il banco, altri infilavano le penne nel proprio astuccio, altri ancora cercavano un libro perso nello zaino. Poi, il maestro chiamò alla lavagna Francesca. La classe tornò a respirare. Intanto, la bambina, con il quaderno dei compiti fra le mani e l’aria leggermente preoccupata, si dirigeva alla vecchia lavagna di ardesia nera. Susanna rivolse lo sguardo verso il campanile che segnava le nove e venti. Lasciò sfuggire un rumoroso sbadiglio, che per qualche secondo la fece rimanere con la bocca spalancata. Immediatamente, sentì lo sguardo del maestro posarsi su di sé con rimprovero e in ritardo si coprì la bocca. Poi, abbassò gli occhi e vide scivolare accanto alla sua sedia una pallina di carta accartocciata. Quello era un messaggio in codice per lei. Il mittente: la sua amica Nicoletta.
Era da settimane che progettavano uno scherzo e visto che stava arrivando il Carnevale era il momento giusto per agire, perché tutti lo sanno: “A Carnevale ogni scherzo vale”. Susanna diede una rapida occhiata intorno a sé, incrociò gli occhi ridenti di Nicoletta e insieme adagiarono i loro sguardi colmi di rabbia sulle spalle di Gabriele, che era seduto in un banco nella fila dinanzi a loro. Erano determinate, perché “Chi la fa l’aspetti”. Il loro compagno prepotente stava per ricevere una lezione esemplare. Sul foglietto di carta, che Susanna aveva letto, stava scritto: << Dieci minuti prima della fine della lezione di matematica. Sei pronta?>>.
Ancora una volta Susanna guardò il campanile e finalmente segnava l’ora stabilita. Lentamente infilò la mano nella tasca destra del grembiule bianco. Dapprima le dita toccarono il fazzoletto di stoffa, poi sfiorarono il foglietto di carta con su scritto il messaggio segreto e infine scovarono una caramella. Con garbo, Susanna tirò fuori dalla tCandy, Dolci, Zucchero, Colorato, Spuntinoasca la caramella. Era avvolta in una carta colorata, con sfumature blu e azzurre. Era invitante. Sicuramente, Gabriele l’avrebbe accettata visto che era un bambino molto goloso e che da settimane rubava le loro merendine. Susanna allungò la gamba e toccò con il piede la sedia del compagno seduto di fronte a lei. Due tocchi forti e decisi. Gabriele infastidito si voltò e Susanna con gentilezza gli mostrò il palmo della mano con sopra adagiata l’invitante dolcetto. Il bambino strappò con prepotenza la caramella, scartò la pasticca, spalancò la bocca e iniziò a farla ruotare prima sul palato e dopo sulla lingua. Poi, la morsicò e improvvisamente divampò un gusto piccante, forte, intenso, disgustoso. Era aglio. Portò le mani alle labbra, il viso si fece paonazzo e le orecchie bollenti. Iniziò a dimenarsi sulla sedia. Una voce urlante nella testa gridava: <<Si sono vendicate! Si sono vendicate!>>. Poi, si voltò verso Susanna e lei le passò un biglietto. Gabriele aprì con rabbia la carta stropicciata e sopra a caratteri cubitali spiccavano una dietro l’altra lettere maiuscole, taglienti, ma con un solo reale significato: <<A Carnevale ogni scherzo vale>>. Gabriele si mise in tasca il biglietto, poi alzò la mano e chiese al maestro di uscire. Un ultimo sguardo alle compagne e poi di corsa in bagno a bere un fresco bicchiere d’acqua.

Erano le dieci: il campanile suonò, il maestro raccolse i libri dalla cattedra, scrisse alla lavagna il compito ed uscì dalla classe. In un baleno l’aula fu invasa dal chiacchierio allegro dei bambini. Tutti parlottavano e spettegolavano. Susanna era diventata un’eroina. Lo scherzo della caramella all’aglio era sulla bocca di tutti.
Questa è la ricetta del Carnevale. Chiacchiere nel caffè o bugie per colazione. Maschere da indossare, balli sfrenati, coriandoli e stelle filanti da lanciare. Non ci sono scherzi che non si possono accettare, perché a Carnevale ogni scherzo vale. Un consiglio: pondera i tuoi scherzi perché: Chi la fa l’aspetti!.

Elisa Perotti

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